19/11/12

Ma di quale società civile parla Italia futura?


Chi sta in periferia e guarda la tv e legge i giornali non comprende “il cuore” di Italia futura. Le parole, quelle sottoscritte da tutti, sono un riassunto di contraddizioni, messe insieme dai protagonisti: un movimento civico, liberale, popolare e riformista. Quale società civile, quale liberalismo, quale popolo e quali riforme? Gli stessi sottoscrittori sono mille miglia lontani, ciascuno, dalla cultura dell’altro. Montezemolo e Bonanni; Olivero e Giulia Buongiorno; Riccardi e Albertini. E ai futuri e possibili elettori, quale il programma offerto?
L’insistenza è sulla società civile. Con buona pace di tutti c’è chi si appropria di un soggetto che non può essere riassunto. La società civile è costituita da chi vive nei territori: dagli imbroglioni agli eroi, dagli ecologisti ai cacciatori, dai guerrafondai ai pacifisti. Appropriarsi di quel nome significa cercare una giustificazione – non richiesta – per nascondere le scelte del proprio movimento e immergerle in un quid generico che dia garanzia.

14/11/12

Il trucco di ridurre la non autosufficienza a spesa “sociale”


Piena comprensione e vicinanza al Comitato 16 Novembre che in questi giorni sta manifestando per ottenere sicurezza per i malati di SLA. La minaccia di manifestare senza le batterie che alimentano i ventilatori è drammatica, come lo è la malattia.
Ciò che sorprende è l’arretratezza della risposta sanitaria e sociale nei confronti di persone con malattie altamente invalidanti.
L’appello al Fondo Catricalà è improprio e degradante. La malattia viene arbitrariamente equiparata ad assistenza sociale.
Tra l’altro le risorse per il fondo delle politiche sociali, in tre anni (2008-2010) è stato ridotto di un quinto, essendo stato decurtato del 77%.

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